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Prova e Recensione HEGEL H80 - Fabio Fabris


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Ogni giorno sfoglio vari listini per i vedere prezzi (talvolta non aggiornati...) e le caratteristiche dei vari prodotti che questo nostro bellissimo mercato mette a disposizione delle nostre turpi voglie e passioni, e ogni volta mi rendo conto che una buona percentuale dei vari oggetti potrebbe tranquillamente non esserci, che metà o forse più, dei prodotti, sono, come si dice dalle nostre parti, fuffa.

Infatti promettono di rivoluzionare, col loro suono "caldo" (chissà cosa significa...) il palato fine di noi ascoltatori. 

Sempre di più si cerca di riproporre lo stile dei vecchi amplificatori (soprattutto quelli a valvole) abbinandoli a tecnologie moderne e molti accessori "inutili" dal punto di vista funzionale, ornandoli con inserti in legno, cromature, e svariati elementi estetici senza precisi motivi; ottenendo così scarsi risultati, specialmente nelle prestazioni.

Lo stesso discorso non vale però per HEGEL, marchio norvegese che da anni stupisce per il livello di innovazione, qualità e performance, mantenendo un design semplice, minimale e moderno.

L'intenzione di questo breve scritto è quella di parlare di un amplificatore integrato, più precisamente L'HEGEL H80, che da alcuni giorni si prende ottima cura dei diffusori presenti in negozio.


 

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È stato recensito dalle riviste italiane, quindi inutile ripetere quanto già detto, basti dire che l'estetica è curata, semplice ma indubbiamente elegante, il peso dimostra che la sostanza all'interno c'è, infatti dalle feritoie del coperchio si nota un sostanzioso toroidale, un cablaggio forse non ordinatissimo, ma una notevole sezione di alimentazione e un grande dissipatore parallelo al frontale. Molto interessante una completa sezione DAC con due ingressi ottici, due coassiali e un USB. L'insieme appare sobrio ma la sensazione è quella di un prodotto solido e molto curato.

Vista la notevole quantità di ingressi digitali, direi di approfittare e collegare una Apple TV di terza generazione, quella con uscita ottica, il mio MacMini e un lettore di rete Naim. I diffusori  KEF R500 mi sembrano l'ideale abbinamento, e così ho letto molto spesso, vediamo...

Il feeling con i comandi dell'HEGEL è immediato, quasi famigliare, piacevolissimo al tatto.

Ah, dimenticavo, la prova d'ascolto è stata effettuata dopo adeguato rodaggio di circa 72 ore con un lettore CD in repeat e un delizioso e raffinato disco dei Sepoltura.


 

PASSIAMO FINALMENTE ALLA MUSICA

Steven Wilson, col brano Rider II, 24 minuti live da brivido, 24 minuti da pelle d'oca, un mix incredibilmente riuscito di musica dai King Crimson ai Nucleus, Genesis, passando per la psichedelia ecc...Un brano molto difficile pieno di cambi di ritmo, volume, intensità, numero di strumenti.

Le Kef R500 sono delle casse molto equilibrate, non facilissime, ma sanno essere anche piuttosto spettacolari se trovano il compagno giusto. E certamente l'HEGEL H80 lo è: i due infatti dialogano perfettamente, infatti danno l'impressione che ci sia una maniera simile di intendere la riproduzione musicale.

Il suono dell'HEGEL ricorda un poco quello di un buon progetto valvolare moderno (e in questo caso è un complimento visto che in genere  non amo particolarmente i valvolari) con una lievissima tendenza al velluto, che, si badi bene, non significa, suono caldo (che, ripeto, non si sa cosa voglia dire).

Non vorrei fare paragoni ma l'HEGEL ha un "colore" solare, appena accennato, che riesce a trasferire praticamente integro alle KEF R500. Le voci, sia maschili che femminili, altro punto di forza delle KEF, sono riprodotte alla giusta altezza, e a tuttotondo. La scena è molto ampia, molto equilibrata, grande ma non enorme.

Scusate la banalità, ma forse è semplicemente come dovrebbe essere un buon amplificatore.

Paragonato l'HEGEL ad un altro amplificatore norvegese, sembra durante le prime battute che la gamma altissima sia un poco meno trasparente, ci sia appena meno dettaglio. Ma mi rendo conto che continuo a fare sempre lo stesso errore, ascolto l'apparecchio e non la musica, il mezzo e non il fine. E così capisco che quel dettaglio, quell'iperrealismo, quell'effetto tanto HI-FI, in realtà è anche un poco innaturale.

Nell'Hegel c'è tutto,ma è un tutto estremamente naturale e musicale, una gioia per le orecchie.

 


 

Con Tori Amos e il brano “America” dal bellissimo LP Unrepentant Geraldines non si riesce a trattenere la pelle d'oca e una piccola lacrima di emozione. L'amplificatore Hegel non ha l'ingresso per il giradischi, quindi tocca al piccolo Pre Phono Creek ( piccolo ma dall'ottimo suono e versatilità ), portare a livello linea gli 0,3 millivolt della splendida testina SHELTER MC.

Il controllo in gamma bassa è notevole, fatto apposta per trattenere la “delicata esuberanza “ in gamma medio bassa dei woofer delle R500 e spingerle fino ai bassi più profondi. Sicuramente il potenziometro è di tipo lineare, poiché l'ampli “entra in coppia “ alzando un poco il volume ( ovvio, dipende anche da vari fattori, tensione di uscita del lettore CD o del pre phono, sensibilità dei diffusori ecc...) ma certamente la potenza non manca.

Dead Can Dance LP Original Master Recording, Into the Labyrinth, brano n.11 - "How Fortunate The Man With None". Brendan Perry è in piena forma, un mix tra Frank Sinatra e Jim Morrison . Un onda di basse e bassissime frequenze fa da tappeto alla voce, profondissima, perfetta, grande, di Perry . Ma tutto il disco è stupendo, così rimetto la puntina sul primo brano, Yulunga, poi ascolto la meravigliosa The Carnival is over. Il tutto riprodotto con una naturalezza unica.

Per finire in bellezza il brano Archangel del duo Two Steps from Hell, musica orchestrale di grande impatto molto spesso usata in produzioni cinematografiche e trailers, ma questa volta, pur con notevole sforzo visto il peso di 90 kg l'una, metto in posizione le grandi JBL 4341, quattro vie con woofer da 38 cm, anno di produzione 1975. Con tutto il rispetto per chi ritiene che bastino i pochi watts di un valvolare per pilotare al meglio i 93 db di efficienza, rispondo che forse farebbero meglio ad ascoltare cosa riesce a fare l'Hegel col suo fattore di smorzamento pari a 1000 sul controllo dei woofers. Il risultato è stupefacente, veramente un suono ampio e voluminoso.

Concludendo, un amplificatore che si pone in una fascia di prezzo combattutissima, dove ogni concorrente tenta di convincere l'eventuale acquirente con la versatilità, o con infiniti gadgets o con dati tecnici stratosferici. Questo Hegel fa una sorta di "selezione naturale" di chi invece vuole un prodotto serio, non inflazionato da paranoiche leggi di mercato, con un suono raffinatissimo e controllato, per chi sa ascoltare la musica e non l'impianto.

Ah, dimenticavo, si chiama HEGEL H80, e non ha i fianchetti in legno...

 

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HIFIGHT Tanto interesse HEGEL DYNAUDIO al Top
Sabato, 25 Marzo 2017 16:35
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HIFIGHT Si riparte....
Sabato, 25 Marzo 2017 13:34
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HIFIGHT Buona musica, tanti argomenti.... piacere d'ascolto - partecipando a Sabato 25 Marzo presso Il Centro della Musica https://t.co/c9NSsTkZVo
Sabato, 25 Marzo 2017 09:56
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HIFIGHT Pronti, sarà una giornata emozionante! - partecipando a Sabato 25 Marzo presso Il Centro della Musica https://t.co/XMv0LgrHkB
Sabato, 25 Marzo 2017 08:15
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HIFIGHT LS50WIRELES.... è il loro momento... Incredibili
Sabato, 18 Marzo 2017 16:12

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